Gestione contabilità aziende e società

Sei indietro con la contabilità e non sai quanto ti costa uscirne?

Hai registrazioni ferme, IVA non versata o mesi che non tornano. Si sistema. E prima lo affronti, meno costa. Ecco cosa succede e in che ordine si rimette a posto.

Cosa rischi se resti fermo

L'arretrato non sparisce se lo ignori: cresce. Su un'imposta non versata la legge aggiunge sanzioni e interessi. Più tempo passa, più la cifra sale.

Finché ti muovi tu, prima che arrivi un atto dall'Agenzia, hai uno strumento che ti fa pagare meno. Se il conto lo fanno loro, paghi di più. E questo strumento si restringe quando un controllo tocca la tua posizione.

In che ordine si rimette a posto

Non si parte pagando a caso. Prima capiamo quanto sei indietro e da dove viene il buco.

  • Ricostruiamo la contabilità arretrata: recuperiamo fatture, corrispettivi e movimenti di banca, e registriamo tutto quello che era rimasto fermo.
  • Rifacciamo i conti: quanta IVA dovevi versare a ogni scadenza saltata e quanto risulta dovuto in totale.
  • Verifichiamo cosa puoi sanare col ravvedimento operoso e calcoliamo sanzione ridotta e interessi.
  • Prepariamo e inviamo i versamenti e le dichiarazioni o comunicazioni rimaste indietro.
  • Se dai conti emerge un importo che l'Agenzia ti ha già chiesto e che non riesci a versare tutto insieme, verifichiamo se e come si può dilazionare.

Il ravvedimento operoso, come funziona

Il ravvedimento operoso è la strada che la legge ti apre per rimediare da solo. Vale per un versamento saltato o un adempimento fatto in ritardo. Paghi quello che dovevi, più gli interessi, più una sanzione ridotta rispetto a quella piena. Si chiude nel momento in cui versi il dovuto. Se è una cifra grossa puoi arrivarci con più versamenti, ma li completi tu: non è una dilazione che ti concede l'Agenzia.

Più ti muovi presto, più la sanzione è bassa. Col tempo lo sconto si riduce, a scaglioni fissati dalla legge. E poterlo ancora usare dipende da quale atto ti è arrivato: non ogni controllo chiude la porta, ma alcuni atti dell'Agenzia sì. Se sei ancora in tempo lo verifichiamo sul tuo caso.

Il ravvedimento non cancella il dovuto: abbassa la sanzione. Non possiamo far finta che l'omissione non ci sia stata.

Se le cifre superano quello che hai adesso

Capita spesso: sistemi i conti e viene fuori un totale che in un colpo solo non riesci a versare. Le strade sono due.

Se stai sanando col ravvedimento, questo si chiude pagando il dovuto. Puoi arrivarci con più versamenti che completi tu stesso, ma non è una rateizzazione concessa dall'ufficio. Se invece c'è un importo che l'Agenzia ti ha già richiesto, con un avviso o una cartella, è su quello che puoi chiedere di pagare a rate.

Controlliamo quanto devi e che sia tutto effettivamente dovuto, e quale strada è percorribile. Quando c'è da presentare una domanda di dilazione, la prepariamo e la presentiamo noi. Il numero di rate dipende dall'importo e dalla legge in vigore: non è una cifra fissa.

Cosa possiamo fare noi e cosa no

Ricostruiamo l'arretrato, rifacciamo i calcoli, prepariamo versamenti e domande e li inviamo per te. Tu non devi entrare in nessun sito. Ti diciamo la cifra e le strade che ci sono, comprese quelle che costano meno.

Un esito che dipende da altri non lo può garantire nessuno studio. Davanti al Fisco chi risponde resta il titolare dell'attività: questa è la legge. E se la posizione è già una causa davanti al giudice tributario, quella difesa spetta a un professionista abilitato, un avvocato o chi ne ha il titolo. Te lo diciamo subito e ti indichiamo a chi rivolgerti.

Cosa portare

  • Le comunicazioni e gli avvisi che hai già ricevuto, anche quelli che non hai aperto
  • Fatture di acquisto e di vendita, e i corrispettivi, dei periodi rimasti indietro
  • Estratti conto bancari del periodo da ricostruire
  • Ultimo bilancio depositato o ultima dichiarazione presentata
  • Registri contabili e libri sociali che hai, anche incompleti
  • Le credenziali fiscali che possiedi, oppure ti aiutiamo a sistemare le deleghe

Domande e risposte

Sono indietro da parecchio. È troppo tardi per il ravvedimento?

Non è detto. Più tempo passa, meno la sanzione si riduce, ma resta più bassa di quella piena. Se ti è arrivato qualcosa dall'Agenzia, dipende da quale atto è: alcuni chiudono la porta al ravvedimento, altri no. Verifichiamo sul tuo caso se sei ancora in tempo.

Non ho tutte le fatture e i documenti di quegli anni. Come si fa?

Si ricostruisce lo stesso, in buona parte. Fatture elettroniche, movimenti di banca e comunicazioni già inviate lasciano tracce da cui partire. Ti diciamo cosa manca e cosa possiamo recuperare da soli. Dove resta un buco che non si chiude, te lo diciamo.

Quanto mi costerà in tutto, tra il vostro lavoro e quello che devo al Fisco?

Sono due cifre diverse e te le teniamo separate. Quello che devi al Fisco dipende da imposte, interessi e sanzione ridotta: lo calcoliamo sul tuo caso al primo incontro. Il nostro lavoro dipende da quanto arretrato c'è da ricostruire. Ti diciamo entrambe prima che tu decida.

Se mi metto in regola adesso, poi arriva comunque un controllo?

Rimetterti in regola col ravvedimento non ti mette al riparo per sempre da una verifica. Ma toglie la cosa che i controlli cercano: l'omissione lasciata lì. Arrivare con i conti sistemati e il dovuto versato è diverso dall'essere trovati scoperti. Nessuno può prometterti che un controllo non avvenga: quello non dipende da noi.

Non riuscirete a farmi cancellare quello che devo, vero?

No, e chi te lo promette non è serio. Il dovuto resta dovuto. Quello che si può abbassare è la sanzione, col ravvedimento. E se c'è un importo che l'Agenzia ti ha già chiesto e non riesci a versarlo tutto insieme, si può valutare di dilazionarlo. Il nostro lavoro è farti pagare il giusto, non farlo sparire.

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