Gestione partita IVA

Il forfettario conviene alla tua attività?

Ti hanno detto che con il forfettario paghi meno tasse. A volte è vero, a volte no. Dipende da cosa fai, da quanto spendi e da chi sono i tuoi clienti.

Cos'è il forfettario

È un modo agevolato di pagare le tasse sulla partita IVA. Non paghi sul guadagno reale: la legge decide in anticipo che una parte fissa di quello che incassi conta come spesa. Tu paghi solo sul resto.

Su ciò che resta applichi una sola imposta. Niente IVA in fattura né da versare, e contabilità ridotta: meno registri, meno tempo.

Non è sempre la scelta migliore. La quota di spese te la riconosce la legge in base all'attività. Se spendi meno di quella quota ci guadagni; se spendi di più, paghi su un guadagno che non hai.

Chi può starci: i requisiti

Non ci entrano tutti. Ci sono paletti da rispettare per entrare e per restarci ogni anno. Il primo è un tetto agli incassi: la soglia la fissa la norma e cambia nel tempo, quindi il numero esatto lo controlliamo al momento giusto.

Poi ci sono le esclusioni: certe attività, situazioni personali e legami con chi ti paga ti tengono fuori a prescindere dagli incassi. Alcuni casi tipici:

  • hai già un lavoro dipendente sopra un certo livello di reddito
  • fatturi soprattutto al tuo datore attuale, o a uno lasciato da poco
  • hai quote o partecipazioni in conflitto con la tua attività
  • svolgi un'attività che la legge esclude in modo esplicito

Cosa perdi scegliendolo

Leggero vuol dire che rinunci a qualcosa. Non è un difetto nascosto: è il patto. Basta saperlo prima.

La rinuncia più pesante sono le spese. Siccome i costi te li calcola la legge in modo fisso, quelle vere non le scarichi: attrezzatura, affitto, fornitori non abbassano le tasse. Un problema solo per chi investe molto.

Non addebiti l'IVA: sei più conveniente verso i privati, ma non recuperi l'IVA che paghi sugli acquisti. Se lavori con aziende, che di solito la scaricano, va valutato caso per caso.

  • non deduci le spese reali dell'attività
  • non recuperi l'IVA che paghi sugli acquisti
  • certe detrazioni personali rischi di perderle, se non hai altri redditi su cui farle valere

Forfettario o ordinario: come si decide

La domanda giusta non è "qual è il regime migliore", ma "qual è il migliore per te". La risposta esce dai tuoi numeri: incassi previsti, spese, clienti, altri redditi.

Nel colloquio mettiamo le due strade a confronto sulla tua situazione: quanto pagheresti nell'uno e nell'altro caso e cosa non potresti fare col forfettario. Nel conto entrano anche i contributi previdenziali, che pesano spesso più delle tasse e hanno una pagina dedicata.

A volte il forfettario vince di poco e conta la semplicità; a volte perde e conviene l'ordinario. Poi decidi tu, sapendo cosa scegli.

Cosa portare

  • Documento d'identità, codice fiscale e tessera sanitaria
  • Una descrizione di cosa farai: prodotto o servizio, tipo di clienti, dove lavori
  • Una stima di incassi e spese del primo periodo, anche approssimativa
  • Se hai già la partita IVA: visura camerale, ultima dichiarazione e ultime deleghe F24
  • Se hai un lavoro dipendente o altri redditi: ultima busta paga o certificazione
  • Elenco delle spese fisse previste: affitto, attrezzatura, fornitori, mezzi

Domande e risposte

Come faccio a sapere se ci rientro senza fare tutti i conti?

Portaci la tua situazione e la verifichiamo con la norma in vigore. Da solo è facile sbagliare: non contano solo gli incassi, ma anche il lavoro attuale, i clienti e le partecipazioni. Se sei al limite, vediamo cosa potrebbe farti uscire in futuro.

È vero che nel forfettario si pagano pochissime tasse?

A volte sì, ma non è una regola. Paghi una sola imposta più bassa, però solo sulla parte di incassi che la legge considera guadagno. Con poche spese ci guadagni; con molte spese paghi su un reddito più alto di quello che ti resta in tasca.

Se cresco e supero la soglia, cosa succede?

Sopra il limite di incassi esci dal forfettario e passi all'ordinario. Non è una punizione: è normale quando l'attività va bene. Il come e il quando si esce li affrontiamo quando ti riguarda; l'importante è tenere d'occhio il limite durante l'anno.

Conviene il forfettario se lavoro quasi solo con aziende?

Va valutato. Non addebiti l'IVA, e per un'azienda che la scarica cambia poco. Il punto vero sono le tue spese: se hai costi alti che non puoi dedurre, il vantaggio si assottiglia. È il caso che mettiamo a confronto con l'ordinario.

Ho già un lavoro dipendente, posso aprire una partita IVA forfettaria?

Dipende da due cose: quanto guadagni come dipendente e per chi lavori con la partita IVA. Sopra un certo reddito da dipendente il forfettario è escluso, e se fatturi soprattutto al tuo datore scatta un'altra esclusione. Portaci l'ultima busta paga e verifichiamo.

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