Gestione partita IVA
Con la partita IVA quanti contributi devo pagare?
Con la partita IVA i contributi vanno alla tua pensione. La domanda è una: li paghi anche in un mese in cui non incassi niente?
Prima cosa: a chi versi dipende dal mestiere
I contributi vanno a un ente preciso, quello che un domani ti darà la pensione. Quale sia dipende dal lavoro che fai, non dal regime fiscale.
Il regime (forfettario o ordinario) decide come calcoli le tasse. L'ente dei contributi lo decide il mestiere. Sono due cose diverse.
- Mestiere artigiano (idraulico, elettricista, parrucchiere, meccanico): INPS, gestione artigiani.
- Commercio, negozio o vendita: INPS, gestione commercianti.
- Professione con una sua cassa (avvocato, geometra, ingegnere, medico): versi a quella cassa.
- Professione o attività senza cassa dedicata: INPS, Gestione Separata.
La quota fissa anche a zero incassi
Se sei artigiano o commerciante, ogni anno l'INPS ti chiede una quota fissa. Fissa vuol dire che la paghi comunque, anche in un anno con pochi o zero incassi.
Sopra la quota fissa, se il reddito supera una soglia di legge, versi una parte in più calcolata su quanto hai guadagnato. La base fissa resta a prescindere.
Per questo una partita IVA aperta e non usata continua a costare. Finché la posizione è aperta, per artigiani e commercianti la quota fissa matura. Se hai una partita IVA ferma, è la prima cosa da guardare.
Se sei un professionista: cassa di categoria o Gestione Separata
Se il tuo mestiere ha una cassa di categoria, versi a quella e segui le sue regole. Molte prevedono un minimo dovuto, ma ognuna è diversa: va verificato caso per caso.
Se non ha una cassa, finisci nella Gestione Separata INPS. Qui non c'è quota fissa: i contributi si calcolano in percentuale sugli incassi. In un anno a zero incassi, di solito non versi nulla.
Perché questo cambia i conti prima delle tasse
Quando stimi cosa ti resta, metti i contributi nel conto insieme alle tasse, non dopo. Per chi parte piano, la quota fissa può pesare più delle tasse: non aspetta che tu guadagni.
Al primo colloquio si guarda il regime e anche l'ente a cui sarai iscritto. Sapere quanto accantonare evita la sorpresa a fine anno.
Cosa facciamo noi
Partiamo dal tuo mestiere. Ti diciamo a quale ente sarai iscritto e con che logica versi: quota fissa più reddito, oppure solo sul reddito. Ti mettiamo davanti i numeri prima che tu apra.
Durante l'anno teniamo d'occhio le scadenze e ti diciamo quanto mettere da parte a ogni incasso. Se non riesci a pagare, spesso puoi chiedere una rateizzazione: le condizioni dipendono dall'ente e dall'importo, lo verifichiamo prima che diventi una cartella.
Cosa portare
- Descrizione precisa del mestiere che fai o farai: serve per capire a quale ente sarai iscritto
- Se hai già la partita IVA: la visura camerale, il foglio con i dati della tua attività della Camera di Commercio
- Le ultime deleghe di pagamento F24, se hai già versato contributi
- Se hai un altro lavoro dipendente o prendi la disoccupazione: ultima busta paga o lettera INPS, perché può cambiare come versi
Domande e risposte
Devo pagare i contributi anche se in un anno non guadagno niente?
Dipende dall'ente. Se sei artigiano o commerciante, sì: l'INPS chiede una quota fissa dovuta anche a zero incassi. Se sei nella Gestione Separata INPS, di solito paghi solo su quanto incassi. Vediamo in quale caso rientri.
I contributi cambiano se scelgo il regime forfettario?
No, l'ente resta lo stesso: lo decide il mestiere, non il regime. Il forfettario riguarda le tasse. Per artigiani e commercianti la legge prevede però in alcuni casi una riduzione legata al forfettario: se conviene chiederla lo valutiamo, perché tocca anche la pensione futura.
Meglio una professione con la cassa o la Gestione Separata?
Non è una scelta libera: dipende dal mestiere. Se la tua professione ha una cassa, versi a quella; se non ce l'ha, vai in Gestione Separata. Possiamo dirti in anticipo cosa comporta il tuo caso.
Ho un lavoro dipendente e apro la partita IVA: pago i contributi due volte?
No, non è un doppione automatico. Ma avere già una copertura da dipendente può cambiare come e quanto versi sulla partita IVA. Conviene chiedere prima di aprire: portaci la busta paga e verifichiamo come si incastrano le due posizioni.
Se non riesco a pagare i contributi cosa succede?
Diccelo prima, non dopo. Spesso puoi chiedere una rateizzazione: rate e condizioni dipendono dall'ente e dall'importo, lo verifichiamo noi. Ignorarli è la strada peggiore: quello che non versi diventa una cartella con interessi e sanzioni, e pesa molto di più.