Dichiarazione dei redditi
Sei in regime forfettario e non sai cosa devi dichiarare davvero?
La dichiarazione forfettaria non parte da quanto hai speso, ma da quanto hai incassato. Hai una partita IVA a Nove o nella zona di Bassano? Qui trovi cosa entra nel calcolo.
Si parte dagli incassi, non dai costi
Chi apre in forfettario spesso se lo aspetta diverso. La dichiarazione guarda quanto hai incassato nell'anno, non quanto hai speso per lavorare.
Conta l'incasso, cioè il momento in cui i soldi arrivano a te. Non conta la data della fattura. Hai emesso una fattura ma il cliente non ti ha ancora pagato? Non entra nel conto di quest'anno. Entrerà nell'anno in cui la incassi.
Per questo il dato che ci serve di più è il totale ordinato di quello che hai ricevuto. Se lo tieni in fila durante l'anno, il calcolo è più veloce.
Perché quasi nulla di quello che spendi abbassa le tasse
Nel forfettario non si tolgono le spese una per una. La legge dice che di tutto quello che incassi solo una parte conta come guadagno. Quella parte è una percentuale fissa, che cambia in base al tipo di attività (il coefficiente di redditività). Il resto è già considerato costo, senza che tu debba dimostrare nulla.
In pratica carburante, attrezzi, telefono, affitto dello studio quasi sempre non li scarichi come faresti con un'altra partita IVA. In cambio hai un calcolo standard.
L'unica voce che di solito abbassa il conto sono i contributi previdenziali versati nell'anno. Per questo quelli te li chiediamo sempre.
Va fatta anche se hai incassato poco o niente
Finché la partita IVA forfettaria è aperta, la dichiarazione va presentata ogni anno. Anche con pochi incassi o zero. Una brutta annata non ti esonera: il conto sarà solo basso o vicino allo zero.
Non dichiarare perché "tanto non ho lavorato" è l'errore che poi costa: per l'Agenzia resti titolare di partita IVA. Hai un dubbio su un anno andato storto? Chiedici. Nella maggior parte dei casi si presenta lo stesso.
Quando accanto alla partita IVA hai anche un'altra entrata
Molti forfettari, soprattutto all'inizio, hanno anche uno stipendio da dipendente, una pensione o degli affitti. In questi casi la dichiarazione mette insieme più pezzi: l'attività in forfettario con la sua logica e gli altri redditi con le loro regole.
I due mondi si incrociano e vanno tenuti separati. Portaci tutto quello che hai e lo mettiamo nella casella corretta.
Cosa controlliamo prima di inviare
Prima di calcolare, incrociamo i tuoi incassi con i dati che l'Agenzia delle Entrate ha già su di te e con i contributi che risultano versati. Se un numero non torna, lo chiariamo subito. Sistemarlo prima dell'invio è più facile che tornarci sopra dopo.
Controlliamo anche la tua posizione nel regime. Il forfettario si tiene finché resti dentro le condizioni previste dalla legge. Se qualcosa si sta muovendo, meglio saperlo per tempo che alla scadenza.
Cosa portare
- Il totale ordinato degli incassi ricevuti nell'anno (registro dei corrispettivi o riepilogo delle fatture incassate)
- Le fatture che hai emesso, così distinguiamo quelle già incassate da quelle ancora da pagare
- Le ricevute dei contributi previdenziali versati durante l'anno (F24 INPS o della tua cassa)
- Il tuo codice attività (ATECO), che serve a capire quale percentuale si applica
- I documenti di eventuali altri redditi: buste paga, pensione, affitti
- La dichiarazione dell'anno prima, se ce l'hai
Domande e risposte
Ho speso parecchio quest'anno per l'attività: perché non mi abbassa le tasse?
Nel forfettario le spese reali non si scaricano una per una. La legge considera già una parte dei tuoi incassi come costo, uguale per tutti quelli della tua attività. È il meccanismo del regime. Se hai molti costi veri, va valutato se il forfettario resti adatto a te: è una domanda sulla convenienza del regime, diversa da come si compila la dichiarazione.
Ho emesso una fattura a fine anno ma non l'ho ancora incassata. La devo dichiarare?
No, non in quest'anno. Nel forfettario conta il momento in cui i soldi ti arrivano, non la data della fattura. Quella fattura entrerà nella dichiarazione dell'anno in cui la incassi. Per questo teniamo distinte le fatture emesse da quelle pagate.
Sono forfettario ma quest'anno ho incassato pochissimo. Devo dichiarare lo stesso?
Sì. Finché la partita IVA è aperta, la dichiarazione si presenta ogni anno, anche con incassi bassi o a zero. Il conto sarà basso. Non presentarla perché hai lavorato poco è l'errore che poi crea problemi: per l'Agenzia resti titolare di partita IVA.
Non tengo un registro degli incassi ordinato. Riuscite comunque a farmi la dichiarazione?
Sì, ma qui serve il tuo aiuto. Molti dati si ricostruiscono dai movimenti del conto e dalle fatture. Più i tuoi incassi sono in ordine, più veloce è il lavoro. Vieni con quello che hai: partiamo da lì e ti diciamo cosa manca.
Oltre alla partita IVA forfettaria ho anche uno stipendio da dipendente. Come funziona?
La dichiarazione mette insieme i due redditi, ciascuno con le sue regole: l'attività in forfettario da una parte, lo stipendio dall'altra. Vanno tenuti separati nel modo corretto. Portaci sia il riepilogo degli incassi sia la busta paga o la Certificazione Unica.