Pratiche Camera di Commercio

Voglio aprire una ditta individuale: da dove comincio?

Hai deciso di metterti in proprio con una ditta individuale? Ci sono sigle e portali da mettere in fila. Partiamo da zero. Non devi capire da solo cosa scrivere e dove.

Una sola pratica che parla a tutti gli enti

Quando apri una ditta individuale non devi andare a quattro sportelli diversi. Basta una domanda unica: si chiama Comunicazione Unica. Con un solo invio la presenti a più enti insieme.

Con quella stessa domanda apri la partita IVA all'Agenzia delle Entrate. Iscrivi l'impresa al Registro delle Imprese della Camera di Commercio. E, quando l'attività lo richiede, ti iscrivi all'INPS per i contributi e all'INAIL per l'assicurazione. Un solo modulo, un solo invio. Ogni ente riceve la sua parte.

Questa pratica si manda solo online, con la firma digitale e da un programma riservato a chi è abilitato. Non si porta allo sportello di persona. Per questo la compiliamo noi. Tu, che sei il titolare, la firmi. Poi la inviamo.

Le due domande da cui partiamo

Prima di toccare un modulo ti facciamo due domande. Da qui dipende tutta la pratica.

La prima: cosa farai di preciso? L'attività che scegli diventa un codice, il codice ATECO (la sigla che descrive cosa fa un'impresa). Serve a inquadrarla, per esempio come artigiana o commerciale. Da questo inquadramento dipendono le iscrizioni e le regole che ti riguardano.

La seconda: da quando parti davvero? È la data in cui l'attività comincia. Non è un dettaglio. Alcune iscrizioni hanno un termine legato a quella data. Sbagliare l'inizio complica tutto. Se hai ancora dubbi, ne parliamo prima di procedere.

La SCIA: quando serve il via libera del Comune

Per molte attività non basta iscriversi in Camera di Commercio. Devi anche avvisare il Comune con la SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività). È una comunicazione: dichiari di avere i requisiti per partire e cominci senza aspettare un permesso.

Riguarda soprattutto il commercio, la somministrazione di cibo e bevande, l'artigianato con requisiti particolari e i mestieri che chiedono corsi o titoli. Di solito la SCIA viaggia insieme alla Comunicazione Unica, tramite lo sportello del Comune per le imprese.

Se serve nel tuo caso te lo diciamo subito. E se il tuo mestiere richiede un requisito, un attestato o un locale idoneo, lo verifichiamo prima di partire. Meglio saperlo ora che a pratica già avviata.

Firma digitale e PEC: due cose da attivare prima

Ci sono due strumenti che, se non li hai già, vanno attivati prima di mandare la pratica. Non sono un optional.

Il primo è la firma digitale. Vale come la tua firma su un foglio e serve a firmare la domanda. Deve firmarla il titolare di persona: non possiamo farlo noi al posto tuo. Il secondo è la PEC, la posta certificata dell'impresa. Diventa l'indirizzo ufficiale a cui gli enti ti scrivono e va indicata nella domanda.

Se non hai né l'una né l'altra, o sono scadute, te lo diciamo al primo incontro e ti indichiamo come e dove attivarle.

Come partiamo, in concreto

Vieni da noi, anche solo a raccontarci l'idea. Il primo lavoro spesso è mettere in chiaro cosa vuoi fare. Poi lo traduciamo in scelte concrete: codice attività, forma della ditta, iscrizioni.

Poi compiliamo la Comunicazione Unica, alleghiamo i documenti e calcoliamo quanto va versato alla Camera di Commercio. Tu firmi, noi inviamo. Da quel momento seguiamo la pratica: se l'ufficio chiede una correzione, rispondiamo noi e ti aggiorniamo. I tempi dell'esito dipendono dagli uffici, non da noi.

Cosa portare

  • Il tuo documento d'identità e codice fiscale, visto che sarai il titolare
  • Una descrizione dell'attività che vuoi svolgere e la data prevista di inizio
  • Firma digitale attiva e non scaduta (chiavetta o app)
  • La PEC dell'impresa, se l'hai già attivata
  • Il titolo del locale dove lavorerai (affitto, proprietà o comodato), se l'attività lo richiede
  • Eventuali attestati, corsi o abilitazioni richiesti per il tuo mestiere

Domande e risposte

Quanto ci vuole per aprire?

Una volta che abbiamo firma digitale, PEC e documenti a posto, prepariamo e inviamo la pratica in breve. Poi la Camera di Commercio fa i suoi controlli: quei tempi sono dell'ufficio, non nostri. Se qualche strumento va ancora attivato, di solito è l'unico collo di bottiglia. Per questo lo verifichiamo subito.

Quanto costa aprire la ditta?

Ci sono voci fisse da versare alla Camera di Commercio, uguali per tutti e che non decidiamo noi, come la tassa sulla pratica e la marca da bollo. A queste si aggiunge il nostro compenso per prepararla. Prima di partire ti facciamo un preventivo con tutte le voci. Se il tuo caso richiede una SCIA o altre iscrizioni, te lo diciamo prima.

Devo per forza aprire la partita IVA anche se comincio piano?

Sì. Se apri una ditta individuale, la partita IVA fa parte del pacchetto e si apre con la stessa Comunicazione Unica dell'iscrizione. Non sono passaggi separati da fare in momenti diversi: è tutto insieme. Se invece non sei sicuro che ti serva davvero una ditta, ragioniamoci prima di aprire qualsiasi cosa.

Devo scegliere io il codice dell'attività?

No, lo troviamo insieme partendo da cosa fai davvero. Il codice ATECO è la sigla che descrive l'attività e va scelto con attenzione: indirizza le iscrizioni e ha effetti anche sul lato fiscale e contributivo. Tu ci spieghi il lavoro. Al codice giusto ci arriviamo noi.

Se dopo un po' cambio idea o l'attività non parte, la posso chiudere facilmente?

Sì, una ditta individuale si può chiudere, e anche la cancellazione passa dalla Comunicazione Unica. Chiudere però è un percorso a sé, con i suoi fronti da sistemare. Qui ci occupiamo solo dell'apertura. Se sei già al punto di doverla chiudere, dicci come stanno le cose e ne parliamo a parte.

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