SUAP — Sportello Unico Attività Produttive
Apri un negozio, una bottega o un banco al mercato?
Si può vendere in modi diversi, e il modo cambia la pratica. Un negozio con la vetrina, un banco al mercato e un sito da cui spedisci da casa passano tutti dal Comune, ma con carte e requisiti diversi. Dicci dove vendi e ti diciamo qual è la pratica.
Dove vendi cambia la pratica
Nel commercio la prima domanda non è cosa vendi, ma dove lo vendi. È il punto da cui si decide il resto.
Da un locale con la vetrina apri un esercizio di vicinato: contano il negozio, la metratura e le sue carte. Da un banco al mercato fai commercio su area pubblica: qui non conta il locale, conta il posto (il posteggio) e se ce l'hai assegnato o giri senza posto fisso. Da casa, con un sito, fai vendita online: di solito basta comunicarlo al Comune, senza un locale aperto al pubblico.
Tre strade, tre pratiche. Al primo incontro capiamo in quale sei, o se ne fai più di una insieme. Poi prepariamo quella che serve.
Il negozio con la vetrina
Se apri in un fondo, un negozio o una bottega dove entrano i clienti, conta il locale. Deve essere registrato in Comune come adatto a un'attività commerciale (la destinazione d'uso) e dichiarato utilizzabile dalle persone (l'agibilità). Se il fondo era un magazzino o un'abitazione, controlla questo prima di firmare l'affitto.
Conta anche quanto è grande. Sotto una certa superficie di vendita l'esercizio è "di vicinato" e la pratica è più snella. Sopra quella soglia il Comune richiede un'autorizzazione vera e propria. Dove sta l'asticella dipende dalla metratura e dalle regole di quel Comune. Lo verifichiamo sul portale del Comune, che sia qui in zona o altrove in Italia.
Il banco al mercato e il commercio ambulante
Il commercio su area pubblica — il banco al mercato, la fiera, il posto in piazza — si divide in due. C'è chi ha un posto fisso assegnato (il posteggio) e c'è chi gira senza posto fisso, il cosiddetto itinerante.
Il posteggio nei mercati non lo diamo noi. Lo assegna il Comune, di solito con un bando e una graduatoria, perché i posti sono pochi. Prepariamo la domanda per partecipare e la comunicazione per avviare l'attività di ambulante. Per l'itinerante la strada è più diretta: comunichi al Comune che inizi, poi ti muovi dove le regole locali lo consentono.
In tutti e due i casi devi metterti in regola come commerciante prima di iniziare a vendere. Prepariamo la pratica, tu la firmi, la depositiamo.
La vendita online da casa
Vendi solo con un sito o un negozio online e spedisci da casa o da un magazzino, senza un punto vendita aperto al pubblico? Per il Comune sei comunque un commerciante, quindi va comunicato. È una comunicazione al SUAP, non un'autorizzazione da aspettare, e di solito ti fa partire subito.
Puoi anche fare le due cose insieme: vetrina più sito. In quel caso la pratica tiene dentro tutti i canali con cui vendi. Dimenticare di comunicare la parte online è un errore comune: l'attività fisica è in regola e quella sul web no.
Cosa non rientra qui (e dove guardare)
Due confini, così non perdi tempo. Se i clienti consumano sul posto — un bar, una pizzeria al taglio con i tavolini, una gastronomia dove si mangia lì — non è più solo commercio: è somministrazione. La pagina giusta è quella dei pubblici esercizi. Se invece trasformi o lavori la merce in un laboratorio, e non ti limiti a rivenderla, entri nell'artigianato, che ha regole sue.
Occhio anche a cosa vendi. Se tratti alimenti, oltre alla pratica di commercio scatta di solito una notifica sanitaria all'ASL e qualche requisito in più. Te lo diciamo dall'inizio.
Cosa portare
- Documento d'identità e codice fiscale del titolare o del legale rappresentante
- Firma digitale attiva e PEC dell'attività (la posta certificata, quella che vale come una raccomandata); se non le hai, le attiviamo noi
- Visura camerale, se la ditta o la società esiste già; se non sai dove trovarla, la scarichiamo noi
- Per il negozio: contratto di affitto, comodato o atto di proprietà del locale, con planimetria e, se ce l'hai, agibilità o destinazione d'uso
- Per il mercato: l'eventuale bando o graduatoria del posteggio, se stai partecipando o l'hai già ottenuto
- Per l'online: l'indirizzo del sito o della piattaforma da cui vendi
- Se vendi alimenti: eventuali attestati o titoli richiesti e i dati del locale o deposito da notificare all'ASL
Domande e risposte
Vendo solo online da casa, devo davvero dirlo al Comune?
Sì. Anche senza un negozio aperto al pubblico, per il Comune vendere è fare commercio. È una comunicazione al SUAP, non un'autorizzazione da aspettare, e di solito ti fa partire subito. La prepariamo insieme.
Voglio un banco al mercato, come ottengo il posto?
Il posto fisso, il posteggio, lo assegna il Comune, di solito con un bando e una graduatoria, perché i posti sono contati. Non possiamo darlo noi né prometterlo. Prepariamo la domanda per partecipare e la pratica per avviare l'attività di ambulante.
Posso vendere in negozio e anche online con una sola pratica?
Sì. La pratica può tenere dentro tutti i canali con cui vendi, vetrina e sito insieme. L'errore frequente è mettere in regola solo il negozio e dimenticare la parte online: così metà attività resta scoperta. Lo sistemiamo in un colpo solo.
Il fondo che ho trovato era un'abitazione. Ci posso aprire un negozio?
Dipende da come è registrato in Comune. Serve che il locale abbia la destinazione d'uso adatta al commercio e sia dichiarato utilizzabile (agibilità). Se non ce l'ha, a volte si cambia e a volte no, e serve un tecnico per valutarlo. Meglio verificarlo prima di firmare l'affitto, non dopo.
Vendo prodotti alimentari, cambia qualcosa?
Sì. Oltre alla pratica di commercio, per gli alimenti scatta di norma una notifica sanitaria all'ASL. Possono servire requisiti in più sul locale e su chi manipola i cibi. Va messo in conto dall'inizio. Te lo diciamo subito.